San Valentino era un colto sacerdote romano che, dopo avere operato molte guarigioni, subì il martirio il 14 febbraio del 268, sotto Claudio Cesare. Sembra che egli fosse addirittura amico dell’imperatore, dal quale venne interrogato e che avrebbe sollecitato il pubblico ad ascoltare le sue illuminate parole; nonostante questo e sebbene avesse convertito il prefetto Asterio e tutta la sua famiglia, egli fu comunque decollato e sepolto sulla via Flaminia.

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Le spoglie del santo ricompaiono poi nei documenti dell’Ottocento che testimoniano come il corpo sia stato esumato dalla catacomba di s. Agnese, sulla via Nomentana, il 20 maggio 1842. Da qui le sacre reliquie furono poi portate a Limana nel 1842. Del 12 ottobre dello stesso anno è il documento del vicario capitolare che ne attesta l’autenticità e racconta che il corpo fu posto in una “cassetta di legno coperta di carta dipinta, bene chiusa e legata da lacci rossi di seta segnata dal nostro sigillo in cera rossa spagnola”. La cassetta fu poi deposta nel petto della statua lignea di san Valentino, che ospita nella testa la reliquia del cranio. Infine, il vasetto tinto di sangue fu posto, dentro un altro vaso, nella mano della statua, là dove si trova tuttora.

L’immagine lignea del santo patrono che sarà esposta al pubblico è oggi deposta in un’urna di legno dorato conservata sotto l’altare laterale di s. Agnese, il primo a destra per chi entra nella chiesa parrocchiale.

Katjusa’ Casagrande